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Come si esprime la psicologia sociale maligna
STIGMATIZZAZIONE: il paziente viene escluso, non più trattato come una persona, ma come “ un oggetto malato, un paria” DISTANZIAMENTO: il funzionamento mentale delle persone dementi è molto più lento di quello delle persone che non hanno alcun deficit, tuttavia spesso non se ne tiene conto e pertanto diventa impossibile un vero contatto interpersonale. INVALIDAMENTO: è la causa dovuta ad un atteggiamento che non esprime al paziente il fatto che la sua soggettività, ciò che egli vive e prova ricevono validazione da chi gli sta intorno; non gli si esprime che egli ha “diritto di cittadinanza” nel proprio ambiente. ESILIO: la persona demente viene rimossa dall’ambiente sociale, sia fisicamente che psicologicamente. Il risultato è una privazione del contatto umano significativo. OGGETTIFICAZIONE: il paziente affetto da demenza non è trattato come una persona, bensì come materia inerte, sulla quale si agisce, sia pure per rendere dei “servizi” (spostamenti, pratiche di igiene, nutrizione, ecc.).La Psicologia Sociale Maligna, sempre secondo Tom Kitwood, porta effetti immediati sulla relazione, mentre, nello stesso tempo, il processo patologico danneggia la struttura cerebrale.Si può parlare quindi di danno cerebrale ma di demenza apparente per il condizionamento da parte della PSM stessa nei confronti del comportamento. E’ interessante che Tom Kitwood faccia notare come episodi riconducibili ad espressioni della PSM non appartengano soltanto alla vita dei pazienti affetti da demenza diciamo così “conclamata”, ma siano “ampiamente comuni nell’esistenza degli anziani confusi, che abitano ‘ai confini della demenza’.”L’autore esprime la convinzione che “la PSM faccia talmente parte del mondo dell’invecchiamento da passare, in genere, inosservata”. Kitwood esprime altresì l’ipotesi, già riportata sopra, che essa sia “prevalente e accettata soprattutto in ambito medico”. <1 |
Ultimo aggiornamento: 12-07-11